La nostra storia.

L’Hotel La Sirenetta nacque molti anni fa per una serie di fortuiti eventi, che portarono l’allora famosissima attrice Ingrid Bergman proprio qui, nell’isola di Stromboli.

Siamo nel 1949, e il celebre regista Roberto Rossellini chiamò proprio lei, la Bergman, come protagonista del suo nuovo film “Stromboli terra di Dio”. 

Così, il nome dell’isola fa il giro del mondo, anche grazie alla storia d’amore clandestina tra i due.

In quell’occasione, tutto il paese e i suoi abitanti si misero a disposizione di quell’evento importante.

Alla partenza della troupe, nelle menti di Annina e Domenico Russo, che avevano collaborato con Rossellini, si fece strada un progetto visionario.

Da due magazzini situati sulla spiaggia di Ficogrande nacque una trattoria, pronta a ristorare i primi visitatori, accorsi dopo l’improvvisa notorietà dell’isola.

Annina in cucina e Domenico ai tavoli.

La terrazza aperta sulla baia, come oggi, faceva il resto.

La Sirenetta stava muovendo i primi passi.

Mese dopo mese, i turisti aumentano sempre più, e allora, via via, si aggiungono due camere, poi quattro. 

Così il primo piano dell’hotel prende corpo.

Siamo alla fine degli anni ’50 e passano ospiti illustri: 

i reali del Belgio, Onassis, i duchi di Toscana, Aroun Tazief – vulcanologo di fama mondiale innamorato dello Stromboli.

Poi negli anni ’60, gli anni del boom, arrivano anche tanti semplici forestieri.

Tra loro alcuni comprano dei ruderi che ristruttureranno, trasformandoli in semplici ma belle case affacciate sullo Strombolicchio Molti partono da Napoli, con la mitica motonave “Lipari”, che salpa la sera e vanta un ottimo ristorante, con i camerieri che servono a tavola in giacca bianca.

Ancora non c’è il molo per far attraccare le barche, dunque gli avventurieri approdano sull’isola con il barchino.

La luce elettrica sull’isola ancora non c’è. Così Annina e Domenico acquistano un generatore elettrico, acceso alle sei di sera e spento a mezzanotte.

Gli ospiti trovano sul comodino candela e fiammiferi.

Per i nottambuli, poi, c’è la luce delle stelle.

Passano gli anni e Annina e Domenico sono sempre al timone, e la loro passione coinvolge sempre più turisti. 

L’Hotel ora ha trenta camere.

La vera rivoluzione arriva a inizio degli anni ’80 con la prima ristrutturazione importante, che dota tutte le camere di servizi privati.

La vicina casa di Maria Rosa, che ha nel cortile un vecchio, grande albero di fico, che forse ha dato il nome alla spiaggia di Ficogrande, entra a far parte dell’albergo.

È una casa antica, presente nelle prime foto dell’isola.

Domenico e Annina la rinnovano solo all’interno, senza toccare la disposizione delle camere e la facciata esterna, con gli annessi e con ben due forni per il pane.

Il primo piano ospita due grandi camere con le porte esterne: una diversa dall’altra come erano le originali, e con i ballatoi che danno sulla scala che conduce in basso, con gradini alti e stretti con i mattoncini in cotto dell’epoca. 

Il piano terra della casa ospita la hall e, attorno al vecchio fico, c’è la sala ristorante.

E poi un’altra novità: la costruzione della piscina, in posizione soleggiata e alimentata dall’acqua del mare.

E, ancora, il campo da tennis.

Ma tutto questo non sarebbe nulla di speciale se, come esclamano i nostri ospiti, non si avvertissero, dentro e fuori l’albergo, i palpiti e le emozioni di questo pezzetto così speciale di Sicilia.

Negli anni ’90 arriva la Tartana.

Locale che da subito diventa caratteristico dell’isola: puoi fare colazione o merenda con una brioche “col tuppo”, ripiena di gelato, o andare a pranzo.

È infatti la pausa dal sole di tutti i bagnanti, che vengono a gustare una deliziosa pasta fredda, un’insalata, una caponata o del pesce fresco.

Così la Tartana continua, creando un piano bar, inizia la musica dal vivo, cominciano i briosi balli in riva al mare: è una grande attrazione.

Oltre al nuovo locale, ad ogni modo, gli anni ’90 scorrono tranquilli in compagnia dei nostri ospiti che si succedono.

Molti tornano con cadenza regolare, occupano sempre la stessa affezionata camera.

Si rimane in contatto anche in inverno, per Natale, per sapere come va.

Domenico i primi di dicembre, usava scrivere i biglietti di auguri, seduto alla sua scrivania a Roma, dove viveva nei mesi invernali.

L’arrivo del nuovo millennio porta grandi novità.

Dapprima la costruzione di ben dodici nuove camere poste in alto, addossate alla collina, panoramiche e quasi tutte dotate di vasche da bagno.

Le cosiddette “400” si raggiungono con una serie di piccole rampe di scale che si intorcinano e che, salendole, donano scorci panoramici sempre più ampi.

E poi arriva EOS, l’anfiteatro in pietra lavica, affacciato sullo Strombolicchio.

La notte della sua inaugurazione si protrae fino a l’alba.

Iniziano così serate di musica e cabaret. Tanti ospiti negli anni: Angela Finocchiaro, poi Claudio Bisio, Raul Cremona e tanti altri artisti di Zelig e non solo.

Per qualche anno si è organizzato un festival di musica jazz.

Una sera, a sorpresa, Lucio Dalla, che si trova ancorato con la sua barca, viene a sapere del festival e si presenta alla reception chiedendo dove si trovi il teatro.

Di lì a poco si esibisce, regalando pezzi con il suo clarino a tutti i presenti!

Gente di tutte le nazionalità ci visita e molti condividono le loro storie, soprattutto con Domenico, fascinoso affabulatore e custode della memoria dell’isola.

Ha passato ormai la mano ai figli, visto che, come diceva lui, ha raggiunto “la maggiore età”, ma continua, e continuerà, per molti anni a presidiare l’albergo da aprile ad ottobre.

Tanti dei nostri clienti l’hanno incontrato, poiché era solito sedersi sul muretto di fronte l’hotel oppure gironzolare nei pressi della reception, al fine di dare il ben venuto ai nuovi arrivati col suo sorriso aperto e il panama in testa.

Annina, invece, ci lascia improvvisamente nel 2003.

È passato il primo decennio del duemila.

A mano a mano anche le altre camere vengono rinnovate: bagni nuovi, pavimenti nuovi.

Viene sistemata in un angolo della piscina una sala fitness.

La Tartana è sempre più luogo d’incontro e di divertimento. Molte coppie decidono di sposarsi a Stromboli e festeggiare in Tartana.

Ogni matrimonio è unico: il pozzo d’ingresso viene addobbato in maniera diversa. Qualche volta si festeggia a pranzo. Spesso si festeggia la sera con aperitivo, cena e balli. 

Qualche volta si finisce molto tardi e l’alba saluta i nuovi sposi assonnati e felici.

In hotel ogni anno passano troupes di fotografi per servizi di moda e pubblicità.

Nel 2014 è ospite Colin Farrel, ingaggiato per una pubblicità di Dolce e Gabbana, diretto da Paolo Sorrentino.

La mattina Colin Farrel esce scalzo per fare un giro in paese, discreto e gentile.

Film e documentari girati sull’isola sono sempre di più. Il possente vulcano e il mare intensamente blu esercitano un’attrazione potente.

Domenico stesso viene più volte intervistato come memoria storica di un’isola e di un albergo a loro modo unici.

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